Un infinito GRAZIE per il vostro voto!

Il MoVimento 5 Stelle ha raggiunto il 3% in Lombardia, 4% in Piemonte, 7% in Emilia Romagna, 3.15 % in Veneto, 1.34% in Campania.

164.056 voti in Emilia Romagna, 144.078 in Lombardia, 90.096 in Piemonte, 80.246 in Veneto, 39.349 in Campania.

514.815 persone libere.

Ora è tempo di conoscersi, collegarsi, fare rete e diffondere ancora di più il virus.

Al suo debutto, il MoVimento 5 Stelle conquista un consenso che, a livello nazionale, si attesta all’1,7%: è solo l’inizio.

In Lombardia il candidato Presidente Vito Crimi ha superato il 3% di voti, non così le liste provinciali: la burocrazia delle schede elettorali e dei vademecum per gli scrutatori ci ha penalizzati.

Oltre 144.000 cittadini ci hanno dato fiducia: anche se non siamo entrati nel
Consiglio Regionale, questo dà la forza per andare avanti, consapevoli che ogni singolo voto è stato dato con convinzione e determinazione da cittadini informati.

E con pari convinzione e determinazione andremo avanti: la nostra forza sono le idee e i progetti, su quelli abbiamo fatto la campagna, oscurati dai media ma con puntati addosso i riflettori di chi vuole cacciare la casta ed è
in cerca di un’alternativa seria, onesta, competente.

Continueremo a batterci per mantenere l’acqua pubblica, per il diritto
al lavoro, per la mobilità intelligente, per rendere libero e gratuito l’accesso a Internet, e quindi alla conoscenza.

Perché da qui parte la nostra rivoluzione, dalla Rete come tecnologia e come metafora d’azione: siamo una rete di cittadini al servizio dei cittadini.

Mentre la casta sperperava somme faraoniche per fare propaganda, dilapidando i soldi delle nostre tasse (i rimborsi elettorali) per autoperpetuarsi, noi abbiamo fatto una campagna a costo zero, fondata sul contagio di idee e di entusiasmo.

Beppe Grillo ci ha aiutati generosamente, e ci hanno aiutati i 144.000 cittadini la cui voce, ora, non potrà più essere ignorata.

Ciò che queste elezioni hanno dimostrato è che quello dell’astensionismo è il primo partito italiano: la casta per sopravvivere a se stessa ha bisogno dei nostri soldi per fare una propaganda martellante, ha un disperato bisogno del controllo dei massmedia e della televisione, le è indispensabile agitare gli spauracchi sicuritari e fomentare razzismo e paura del diverso: sono bracconieri di voti sfiduciati e rassegnati.

Le idee sono in MoVimento e a queste, fedeli, rinnoviamo il nostro impegno e la nostra promessa nei confronti di tutti coloro che ci hanno dato fiducia: andremo avanti, lavoreremo sul territorio, promuoveremo la democrazia dei cittadini.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure!

Qui i Risultati Elettorali.

Cittadini COME TE

Incontro pubblico con la cittadinanza del candidato alla Presidenza del Consiglio Regionale VITO CLAUDIO CRIMI.
Venerdì 19 marzo 2010, nella sala delle losanghe della Biblioteca Comunale, di Ospitaletto in Via Monsignor Girolamo Rizzi 5, DANIELE PIGOLI, candidato del MoVimento 5 Stelle per la provincia di Brescia, condurrà la serata, durante la quale avremo modo di conoscere cittadini COME NOI, impegnati a dare voce in Regione alle nostre istanze e alle nostre proposte.
Si parlerà di acqua pubblica, di ambiente e salute, di trasporti e infrastrutture, di internet pubblico e gratuito, di lavoro e sviluppo sostenibile, di energia nucleare e da fonti rinnovabili.
Temi racchiusi nelle cinque stelle che campeggiano nel simbolo della Lista Civica del MoVimento 5 Stelle Lombardia che si presenta per le elezioni regionali del prossimo 28 e 29 marzo e che toccano da vicino ognuno di noi.
La serata sarà anche occasione di dialogo e confronto su tutti i temi della “vivibilità” del nostro territorio.
Siamo tutti invitati.


Girgis Sorial candidato del Movimento 5 stelle si racconta

Ciao a tutti.

Sono Sorial Girgis (per chi se lo stesse chiedendo: si legge “Ghirghis” ed è Giorgio in lingua Copta).

Nasco a Brescia nel 1983, da genitori di origine egiziana, tra i primi immigrati egiziani in Italia, agli inizi degli anni ’70.

Fin da giovanissimo mi trovo immerso nelle classiche questioni burocratico-amministrative con cui ogni adulto si deve misurare, ma che i miei genitori non potevano affrontare da soli, per una (oggi acquisita) non piena padronanza della lingua italiana.

Una sana voglia di imparare mi aiuta nella vita e nei primi anni di scuola, ma non nei rapporti con alcuni (per fortuna pochi) compagni di classe, e con le loro mamme, che vedevano in me il figlio di immigrati “più bravo” del loro figlio svogliato.

Così mi diplomo come perito elettronico presso l’ITIS “Castelli”, e poi ottengo la laurea in Ingegneria elettronica all’Università di Brescia.

Parallelamente, inizio a sviluppare molto presto un forte senso al lavoro, iniziando a lavorare a 15 anni, come apprendista operaio presso alcune aziende metalmeccaniche della città, a tempo pieno, nei tre mesi di vacanza tra un anno scolastico ed il successivo.

E così specializzandomi nella scuola, ed acquisendo sempre maggiori competenze, miglioro anche la mia posizione lavorativa, fino a fare il progettista elettronico per qualche anno e poi il tecnico commerciale in giro per il mondo.

Ed è proprio questa mia passione per il mondo e per i viaggi a rafforzare in me il profondo rispetto verso gli altri, ad accettare tutto ciò che il prossimo poteva insegnarmi, italiano o straniero che fosse.

Mi è bastato quindi mettere il naso fuori dai confini nazionali, per capire che una politica migliore e un’amministrazione del bene pubblico trasparente e pulita si potessero realizzare.

Mi sono anche dedicato per qualche anno alla pubblica assistenza, militando tra i volontari della Croce Bianca, e prestando servizio di 118.

Non mi è mai mancata la voglia di sentirmi utile per qualcuno, e di regalare il mio tempo alla collettività.

Così come me, ho trovato tante altre persone che fanno del bene nella nostra società.

Perché allora l’operato di politici malfidenti e corrotti deve rovinare tutto?

Ho frequentato in passato alcuni incontri cittadini di un paio di partiti, attratto dalla condivisione di sogni comuni e spinto da uno sfrenato spirito di partecipazione.

Purtroppo però mi resi conto presto, che la struttura del partito non è il tempio del cambiamento.

Mi candido quindi perché credo fortemente in un’ Italia migliore, dal punto di vista sociale, dal punto di vista ambientale, nello sviluppo generale, ed attraverso il Movimento 5 Stelle, con la collaborazione di ogni cittadino, potremo portare in regione delle proposte concrete per il rinnovamento, anche su temi “caldi” come scuola ed università, sulle politiche sociali, sul lavoro.

Voglio un’ Italia migliore per tutti, che possa dare maggiori garanzie alle giovani generazioni, le uniche per le quali, e sulle quali, si possa costruire il futuro.

Mi candido perché non posso vedere che giovani italiani, che danno tanto alla collettività, e bambini nati qui da genitori stranieri, siano in entrambi i casi considerati estranei alla società: i giovani privati di garanzie per il futuro ed i bambini, stranieri nella loro nazione, espropriati della loro identità.

Beh, questo non è sviluppo!

Ma il cambiamento deve passare anche per questo.

Attraverso la consapevolezza di una società nuova, delle nuove generazioni che non debbano fuggire all’estero alla ricerca della propria importanza e di sicurezze per il futuro.

C’è bisogno della consapevolezza di una società molto più informata, internazionalizzata, che possa accrescere il valore aggiunto di questo paese, per costruire qua, subito, un futuro migliore per tutti.

Credo che oggi abbiamo la possibilità di essere dei veri protagonisti della storia moderna… non lasciamoci fuggire questa occasione!

Non saranno i soliti a fare la differenza.

di: Girgis Sorial

Daniele Pigoli candidato del Movimento 5 stelle si racconta

Alcuni di Voi già hanno avuto modo di conoscermi, in occasione delle iniziative contro la discarica di Bosco Stella, o in quelle sul pessimo stato di salute dell’aria di Ospitaletto, o di denuncia degli scarichi fognari immessi nella Seriola.

Con altri, molto più semplicemente, ci ritroviamo sui treni diretti o in ritorno da Brescia, pendolari bistrattati che viaggiano in comodi “carri bestiame” puntualmente in ritardo.

Per quelli di Voi che non mi conoscono, credo sia importante avere un’idea sulla persona, prima ancora che sul candidato.

Abito ad Ospitaletto dal 1990.

Sono un “giovane” 52enne, sposato e con due figli a cui ridare il futuro loro scippato da una classe politica, nella migliore delle ipotesi, mediocre e meschina.

Sono nato da gente umile della campagna bresciana, ultimo di quattro fratelli e solo ad aver avuto la possibilità di arrivare ad un diploma.

Gente umile, ma non sottomessa, conscia dell’importanza della conoscenza.

Ho avuto insegnanti fantastici, che mi hanno educato a rispettare le idee degli altri e a ragionare con la mia testa, ponendomi domande e verificando le affermazioni, senza mai “portare il cervello all’ammasso”.

In questo, per me, maestra di vita è stata Livia Bottardi Milani, tragicamente uccisa nel ‘74 nella strage di Piazza della Loggia.

Terminata la scuola, ho lavorato per anni presso un istituto bancario, arrivando al massimo grado impiegatizio.

Dopo una breve esperienza nel campo della promozione finanziaria, nauseato dagli “squali” dell’interesse personale, sono tornato alle dipendenze nella maggior cooperativa bresciana, per approdare, vincitore di pubblico concorso, presso la Camera di Commercio di Brescia come impiegato, per poi acquisire, sempre tramite pubblico concorso, il ruolo di responsabile d’ufficio.

Ho quindi avuto modo di avere una poliedrica esperienza, sia nel privato che nel pubblico, occupandomi di vari settori, dagli acquisti agli appalti, dal credito e dalla finanza alle assicurazioni, dalla contabilità alla gestione delle risorse umane, dalla gestione dei flussi documentali e del protocollo informatico all’attività culturale e bibliotecaria, dalle relazioni con l’utenza a quelle con le Istituzioni.

In campo sociale e politico, fin da ragazzo ho creduto, e tutt’ora credo, nella cittadinanza attiva e nella partecipazione.

Sono stato rappresentante degli studenti nei primi consigli scolastici d’Istituto, Revisore dei conti del Fondo Mutualistico e Consigliere d’Amministrazione e Membro di Giunta del Fondo Pensioni dell’Istituto di credito di cui ero dipendente.

Passato in ambito pubblico, sono stato eletto, come indipendente, nella RSU della Camera di Commercio di Brescia.

Ho aderito al Comitato per il No al Referendum di riforma costituzionale, partecipando attivamente alla diffusione delle informazioni utili ai cittadini e alla verifica delle operazioni di voto, come rappresentante di lista.

Assieme ad altri amici, ho fondato il Comitato Salute e Ambiente di Ospitaletto, del quale sono stato il Coordinatore fino a giugno 2008.

In rappresentanza del comitato, sono entrato a far parte del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, col quale collaboro tutt’ora, così come faccio parte di AmbienteBrescia, gruppo di collegamento tra le associazioni e i comitati ambientalisti bresciani.

Forte delle esperienze maturate, sono particolarmente sensibile ai temi sociali e del lavoro, della salute e dell’ambiente, della democrazia e della partecipazione, dell’informazione e della libera espressione, della legalità e della giustizia, della trasparenza e della “pulizia” nelle Istituzioni.

Ritengo importante riportare la politica al suo significato originario, l’attenzione ai cittadini, alla “polis”, ripristinando, con spirito di servizio e non di potere, il buon senso, tipico dei cittadini e della gente comune, a tutti i livelli istituzionali.

Sono ancora un sognatore, nonostante la mia età.

Ma se vogliamo cercare di cambiare questa Regione, e un domani questo Paese, dobbiamo credere nella forza degli ideali e delle idee.

E ci dobbiamo provare, in prima persona.

Non servono né geni, né bacchette magiche.

Bisogna provarci e mettersi in movimento.

Sentirsi, in poche parole, “Cittadini in MoVimento”!

di: Daniele Pigoli

un momento della presentazione, presso il Tribunale di Brescia, della lista per il collegio di Brescia del MoVimento 5 stelle

Massimo Idra candidato del Movimento 5 stelle si racconta

Sono Massimo Idra di Brescia, ho 34 anni, sono dipendente pubblico e stò completando gli studi di Giurisprudenza.

Ho una conoscenza del diritto, dell’economia e delle principali dinamiche sociali e politiche che mi hanno portato, come sbocco naturale, a voler partecipare in modo più attivo alle scelte che competono ad ogni cittadino e ad ogni suo rappresentante, in un clima di conoscenza dei problemi e di volontà di porvi soluzioni dinamiche, come avviene nelle democrazie evolute (es.paesi del nord Europa).

Ho trovato quindi, nel MoVimento, un contenitore, un laboratorio ideale di idee e progetti da applicare anche nella vita quotidiana, prima fra tutte l’idea del rispetto reciproco e dell’importanza della dignità umana, quali valore fondanti dell’Art. 3 della Costituzione italiana, laddove parla di pari dignità e di pari dignità sociale di fronte alla legge, nel contesto del recepimento dei diritti inviolabili dell’uomo, che l’art. 2 della Costituzione assimila in pieno come valori fondanti di una società civile, impostata sui binari della libertà di espressione ma anche dell’equità sociale, nel diritto, nell’economia ed in ogni altro contesto di libera espressione della personalità.

L’idea delle stelle, le 5 stelle del MoVimento, nel loro significato originario, e cioè scevro dalle diverse declinazioni che le hanno qualificate come elementi fondanti nell’elaborazione del programma ai vari livelli di governo del territorio, è e rimane l’idea di una società pulita, onesta, dove la politica non ha proprio nulla a che fare con gli affari, dove finalmente c’è questa separazione tra economia, nel senso egoistico del termine, e cioè nel senso di mero vantaggio personale, e scelte che invece attengono a tutti i cittadini, recuperando quella funzione sociale del termine, garantita dalla Costituzione, che è invece andata persa con la collusione, il malaffare e l’infiltrazione della criminalità organizzata a tutti i livelli di governo e in tutti i centri di potere, laddove si prendono le scelte, creando una società funzionale per pochi e disfunzionale per molti.

Penso che il MoVimento andrà oltre i livelli di governo del Consiglio Regionale ma anche quelli del Parlamento Italiano, per abbracciare le Istituzioni e la produzione normativa in ambito comunitario e Internazionale: acqua, ambiente, sviluppo, connettività, trasporti.

Il percorso effettuato finora è nato e rimane aperto al contributo di ciascuno, anche il Programma è in fase di continua elaborazione e miglioramento: nasce dal rispetto dell’acqua, che deve rimanere un bene indivisibile e alla portata di tutti, come l’aria, la terra, le fonti di energia; prosegue indicando che l’unico sviluppo possibile è quello eco ed equo sostenibile, che consiste nello sprecare meno, cose ed energia (decrescita felice) evitare lo sfruttamento dei paesi poveri, produrre energia con il solare, l’eolico, il geotermico, superare il concetto di rifiuto alla fonte, con il graduale abbandono di tutte le produzioni nocive per l’ambiente ed i suoi ospiti; creare eque opportunità occupazionali nel recupero del territorio, con il no alla cementificazione ingiustificata ed alle produzioni alimentari intensive, ed il sì alle piccole produzioni alimentari a km 0, al ripristino del territorio, dell’ambiente e del paesaggio, al riassetto idrogeologico, alla riforestazione, ai corridoi verdi per le specie migratorie; poi c’è la connettività, che deve essere altrettanto libera e garantita a tutti, l’informazione, la cultura e la conoscenza viaggiano libere e sono a portata di click, annulliamo lo spreco di carta e l’eccessiva burocrazia che la alimenta; potremmo inoltre spostarci meno, con il telelavoro ed un sistema di trasporti integrato bici – rotaia con cui arrivi dappertutto.

di: Massimo Idra

Davide Scala candidato del Movimento 5 stelle si racconta

Provo, in poche righe, a dire chi sono e il perché di questa candidatura.

Mi chiamo Davide, ho 41 anni, tre figli e un quarto in arrivo.

Sono mantovano di nascita, bresciano d’adozione, ma soprattutto cittadino del mondo.

Lavoro come educatore, occasionalmente mi occupo anche di dipendenze, formazione e di gruppi di auto aiuto.

Troppi gli interessi e le passioni per elencarli qui.

Penso l’impegno civico nasca innanzitutto dalla mia esperienza nello scoutismo; non “faccio” lo scout da tempo, ma “sono” irrimediabilmente scout.

Inoltre c’è un’altra molla che mi spinge, che provo a raccontare: quando ero bambino, alle scuole medie, un insegnante durante le ore di storia ci leggeva un quotidiano in classe, “anche questa è storia” – diceva (parlo dei primi anni ottanta; immaginatevi i genitori degli alunni!); sono state le prime occasioni per sentirmi indignato verso la classe politica.

Ma come – mi dicevo – possibile che questi signori, con stipendi stratosferici, privilegi ed agevolazioni per qualsiasi cosa, si permettano di votarsi da soli scandalosi aumenti nelle loro retribuzioni senza alcuna possibilità di controllo da parte di nessuno?

Non me ne capacitavo, e non me ne capacito ora, anche se ho capito che quella stortura era solo la punta di un iceberg, una falla in un impianto che è un vero e proprio colabrodo.

Nel tempo questa “rabbia” è rimasta accesa in me, ma la capacità di indignarsi non basta.

Ci sono idee o progetti che nella nostra vita rimangono latenti, ed il pensiero di impegnarmi in politica per cercare di fare la mia parte è rimasto così per me, sempre frenato dal timore che il mondo politico fosse così irrimediabilmente corrotto da rendere vano e frustrante il tentativo di un impegno sano… o diventi come loro o non ti viene data possibilità di muoverti… o così mi pareva.

Negli ultimi anni la rete di Beppe che cresce, diventa realtà, non smette di indignarsi e non si fa intimorire da querele e discrediti… mi sembra un sogno che prende forma: ecco, finalmente un canale per incidere davvero sulle cose, per promuovere sul serio un cambiamento senza sentirsi un don chisciotte in lotta, senza speranza, contro i mulini a vento.

Non mi illudo sul fatto che sarà una strada dura e lunga, ma ci credo; vale la pena.

Questa la mia candidatura: mettere la mia voglia di un paese di cui non vergognarmi, il mio impegno ed entusiasmo e le mie capacità e competenze, al servizio di questa pacifica ma arrabbiatissima rivoluzione, dove essere nodo in questa rete che è democrazia e dove la stessa idea di politica come “carriera”, “privilegio”, addirittura “sovranità” e non come “porsi al servizio” è superata e persino ridicola.

“Se una persona sogna è solo un sogno, ma se tante persone condividono lo stesso sogno, il sogno diventa realtà”; la frase è di Helder Camara, pronunciata in tutt’altro contesto, ma direi che fa anche al caso nostro.

di: Davide Scala

Carla Armellini candidata del Movimento 5 stelle si racconta

Amici, vi chiedo per una volta un po’ di pazienza e, se vi va, di leggere ciò che vi scrivo a proposito di me, presuntuosa che sono.

Alcuni di voi già sanno che sarò candidata per la nomina a consigliere regionale in Lombardia nelle liste del MoVimento 5 Stelle e mentre lo scrivo mi suona talmente strano…

A mano a mano che le tappe importanti di questo percorso si avvicinano, sento l’autostima sgretolarsi sotto i piedi.

Vi scrivo perché forse vi potrà capitare nei prossimi giorni di vedere o sentire qualche mia uscita e non vi nascondo che ripensando a quanto mi sono resa ridicola nel girare un piccolo “promo” nel quale proprio non mi riusciva di ricordare quali sono le 5 Stelle… be’, mi sorprendo a desiderare di poter scappare lontanissimo… Posso dirlo, però?

Non è facile, specie per chi, come me, in un mondo “normale” starebbe volentieri in cucina dietro i fornelli (e non è uno stereotipo: ho anche avuto un ristorante, una volta. Cucinare è la mia personale forma d’arte).

A voi che siete i miei amici, sento di dovere delle spiegazioni.

Vi ho conosciuto in buona parte ancor prima che il MoVimento si affacciasse ai nostri monitor.

Abbiamo condiviso e condividiamo nella stragrande maggioranza dei casi idee, idiosincrasie, paure, speranze, voglia di fare.

Non mi cimenterò nell’opera, eccessiva per me, di far cambiare idea a chi è convinto che meglio di così l’Italia non possa essere governata.

Mi interessa invece chi la vede come me, e lo so che siamo tanti.

Sono una donna di una perfetta normalità: studi medi con esiti medi, impiego statale, un marito, due figlie e un cane, un appartamento e un mutuo.

Ma poiché faccio parte di quella sorta di “mutazione genetica” (o forse i mutanti sono “loro”..?) immune al fascino di Berlusconi (mi hanno raccomandato di ignorarlo, di non nominarlo, ma non ce la faccio, maledizione!) e dei proclami della Lega, vivo la mia vita impegnandomi ad essere un essere umano, oltre che una brava cittadina: non abuso dei certificati di malattia anche se sono una lavoratrice statale, sciopero quando c’è una giusta causa in ballo, spesso allungo un euro e un sorriso ai mendicanti africani e non vorrei che i Rom fossero chiusi in campi di concentramento.

Sono curiosa delle persone che portano da paesi lontani lingue, usanze, facce, colori e sapori nuovi, non sono affatto inorridita dall’idea che una delle mie figlie possa flirtare con uno “straniero”.

Lo stesso concetto di “straniero” per me non esiste.

Riempio il terrazzo di bidoni di ogni foggia e misura per la raccolta differenziata (e magari vengo giudicata sciatta dalla vicina che svuota indistintamente ogni cosa in un lindo sacchettino al profumo di limone), mi sforzo di tenere le mie figlie il più possibile al riparo dalla devastazione di Italia 1 e del Grande Fratello (non riuscendoci, per altro).

Alcuni tra i miei migliori amici sono dichiaratamente e serenamente omosessuali e hanno partecipato alle mie nozze o al battesimo delle mie figlie senza suscitare particolare scalpore.

Se posso, scelgo di curarmi con la medicina naturale e l’omeopatia.

Non darei mai del “mongoloide” a chi si comporta da stupido e mi arrabbio con chi lo fa.

Compro uova di galline allevate a terra, il biologico e l’equo e solidale.

Detesto lo spreco, l’immoralità dell’usa e getta.

Credo nel potenziale umano, ma mi piace pensare che siamo solo cellule di un organismo fantastico che qualcuno chiama Gaia, al quale dobbiamo tutto.

Mi riconosco in molti colori diversi: il rosso e non me ne vergogno; il verde; il viola; l’arcobaleno e infine il bianco (mai e poi mai nel nero. E già che ci siamo: restituiteci l’azzurro che è un colore bellissimo).

Cerco di informarmi nonostante tutto.

Ad ogni puntata di Anno Zero, ogni volta che sfoglio il Fatto Quotidiano o entro in Facebook o nel Blog di Beppe Grillo ho la curiosa sensazione di collegarmi idealmente a qualche altro milione di “eccentrici” come me, di vivere con loro un momento cruciale per il destino del nostro Paese e della nostra Madre Terra e di avere un ruolo importante in tutto questo a dispetto della mia impreparazione.

Succede anche a voi di sentire di essere quelli che, chissà come chissà perchè, sono usciti da Matrix e vedono la realtà circondati da una moltitudine che invece, senza saperlo, vive nella pura finzione?

Tipo un episodio di “Ai confini della realtà”?

A me l’invito di Grillo ad indossare l’elmetto è risuonato dentro come un gong, non so a voi.

Avete presente quando nelle conversazioni si scivola verso quella odiosa piega fatalista: è tutto un magna-magna, figurati… che posso fare io quando tutto il mondo è uno schifo?

A me questa cosa non va giù.

Io mi sento una merdaccia fantozziana lasciando che tutto sia, limitandomi a torcermi le mani sulla poltrona di casa.

Non è facile indossare il cappotto e uscire per vedere com’è, se c’è qualcosa che io possa fare, se altri come me faranno un passo avanti tra il dire e il fare.

Ho 45 anni, per intenderci: quando uno qualsiasi dei baldi giovani del Meet up veniva al mondo, io ballavo la disco… il senso del ridicolo è inevitabile, il pensiero “ma che ci faccio io qui” incombe.

Però bisogna farlo, è necessario.

Non sarà una giustificazione nei confronti di chi ce ne chiederà conto in futuro, dire che però noi non eravamo d’accordo.

Anche se tutto sembra fare schifo, io credo che questa possa essere una stagione straordinaria.

Non è facilissimo, ma è fattibile: fate un passo avanti anche voi.

Questo MoVimento ce lo stiamo costruendo con le nostre mani.

Non è un partito di plastica né la corte di un giullare.

E’ lo spazio entro cui contiamo qualcosa, anzi: contiamo UNO.

Non c’è un leader che ci fa piovere dall’alto le tavole della legge, non ci sono strutture piramidali, nella rete ci muoviamo tutti come api operose, ognuno come meglio può.

Il MoVimento non è qualcosa a cui aderire, è piuttosto un laboratorio artigiano in cui lavorare.

Rivoluzionario, no?

Tornando a me, vi racconto in breve com’è andata: mi reco alla serata organizzata dal MeetUp sul tema, con l’intenzione di vedere un po’ in faccia le persone cui avrei dato il voto.

A questo gruppo di pionieri però manca la Quota Rosa, perché è davvero troppo pretendere di far entrare un impegno gravoso come questo nella vita complicatissima delle giovani donne che cercano di destreggiarsi nei ruoli di lavoratrici, mamme e persone informate e socialmente attive.

L’appello di Vito cade nel vuoto, “l’altra metà del cielo” giocoforza costretta a rimanere fuori dalla partita.

Chissà quale spirito burlone si è impossessato di me quando alla fine ho alzato la mano…

Insomma, non mi voglio spacciare per una stupida perché in realtà ho un Q.I. più che discreto, ma ho un tale rispetto per ciò che una carica pubblica rappresenta da non sentirmene all’altezza.

Mi espongo al rischio di rimediare figure di pupù, non certo per protagonismo (ve ne renderete conto quando mi vedrete cercare di confondermi con il paesaggio in ogni occasione pubblica che mi capiterà) né tantomeno per calcolo (in quel caso, avrebbe avuto senso scegliere un movimento nel quale si discute di come restituire alla comunità i rimborsi elettorali?).

L’ho fatto solo perché qualcuno lo doveva pur fare!

La prossima volta tocca a voi, però, ok?

Qualcuno mi ha detto che il buon senso di una madre di famiglia applicato alla cosa pubblica potrebbe fare miracoli, supportato da tutte le meravigliose testoline che stanno dietro ad un mouse con le loro variegate idee ed esperienze.

In realtà ci sono altri candidati decisamente più all’altezza di me e certamente non sbaglierete a votare uno qualunque di loro.

Perché comunque alla fine il MoVimento siamo noi!

Il succo del discorso, insomma, è: non importa a chi di noi darai la preferenza, l’importante è che starai con noi quando arriverà il momento di decidere, di proporre, di agire.

Chiamala democrazia dal basso oppure magari populismo, ma vieni a dire la tua, non lasciare che siano altri a decidere il tuo destino.

Le mie sinapsi un pochino attempate non fanno di me un tipo da citazioni, però giuro che se Ombretta Colli me la concedesse, vorrei “La Libertà” di Giorgio Gaber come inno: “LA LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”.

Non sarebbe meraviglioso?

Se potete, se vi va di farlo, sorreggetemi.

Ne ho dannatamente bisogno…

Karla (quando indosso l’elmetto mi piace farmi chiamare così)

di: Carla Armellini